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martedì 22 febbraio 2011

Comunicato stampa del 22.02.2011

Lunedì 14 febbraio si è svolto il primo incontro del progetto “formazionepolitica” organizzato dall’Associazione LiberamenteDemocratici e rivolto ai giovani ed a tutti coloro che vogliono approfondire la storia delle culture politiche, le principali proposte sui temi più dibattuti in Italia e nel Mondo, nonché il funzionamento delle Istituzioni nazionali e locali.

Nel primo incontro, dedicato alla “Riforma elettorale”, l’avv. Maurizio Di Palma ha passato in rassegna i principali modelli di sistemi elettorali adottati nelle democrazie occidentali, illustrandone pregi e difetti. Alla relazione è seguito un dibattito tra gli intervenuti sulla riforma elettorale auspicabile per il nostro Paese.

Il progetto “formazionepolitica” prosegue lunedì 28 febbraio 2011 alle ore 20.00, presso la sede dell’Associazione LiberamenteDemocratici a Trani in via Aldo Moro n. 13, con un incontro dedicato al funzionamento dell’ente comunale.

Ecco il calendario dei prossimi appuntamenti.

28 febbraio 2011 - ore 20,00
ENTI LOCALI: IL COMUNE.
Relatore: Domenico De Laurentis.
1. Il comune nel sistema costituzionale italiano.
2. Attribuzioni del comune.
3. Organi del comune.
3.1 Consiglio comunale.
3.2 Giunta.
3.3 Sindaco.
3.4 Uffici e ripartizioni.
3.5 Revisori dei conti.
4. Legge elettorale.

14 marzo 2011 - ore 20,00
RIFORME COSTITUZIONALI: I SISTEMI DI GOVERNO
.
Relatore: Maurizio Di Palma.
1. Sistema parlamentare.
1.1 Sistema parlamentare britannico.
1.2 Sistema parlamentare tedesco.
1.3 Sistema parlamentare italiano.
2. Sistema presidenziale.
3. Sistema semipresidenziale francese.
4. Premierato “forte”.
5. Problemi e soluzioni nei rapporti tra governi e parlamento.
6. Prospettive di riforma.

28 marzo 2011 - ore 20,00
SANITA’ E TUTELA DELLA SALUTE
Relatore: Carlo Avantario.
1. Sistema sanitario nazionale.
2. Altri modelli: Stati Uniti e sistemi di assicurazione obbligatoria.
3. Organizzazione del SSN: competenze nazionali, regionali e comunali.
4. Le Aziende Sanitarie Locali.
5. Riforme sanitarie nella Regione Puglia: Piano Fitto; Piano Vendola.

I relatori:
- Domenico De Laurentis è consigliere comunale del Comune di Trani.
- Carlo Avantario, già sindaco del Comune di Trani, è medico con specializzazione in ginecologia.
- Maurizio Di Palma esercita la professione di avvocato a Trani.

martedì 15 febbraio 2011

RIFORMA ELETTORALE

Breve scheda sui sistemi elettorali redatta dall'Avv. Maurizio Di Palma
Si parla spesso di riforma elettorale e ogni gruppo politico manifesta la preferenza per un sistema in particolare.
Poiché ogni proposta è ispirata da un modello già esistente, per cogliere i termini del dibattito in corso, è opportuno esaminare i principale sistemi elettorali già adottati da altri paesi e indagarne gli effetti possibili in Italia.

UNINOMINALE
Sono così definiti quei sistemi in cui si divide il territorio nazionale in tanti collegi quanti sono i deputati da eleggere. Ogni collegio eleggerà un solo deputato.
Esistono tuttavia vari sistemi per stabilire chi è il candidato vincente in ogni collegio.

Uninominale secco (Gran Bretagna e Stati Uniti).
Ogni partito presenta il suo candidato nel collegio. Vince quello che arriva primo (first past the post) anche se non ha ricevuto la maggioranza assoluta dei voti.
Nei paesi in cui è adottato ha favorito la formazione di un sistema politico con 2/3 partiti.
In Italia, adottato negli anni ’90 per l’elezione dei 3/4 della Camera, ha prodotto un effetto diverso.
I partiti si riunivano in coalizioni ed erano le coalizioni a presentare un candidato in ciascun collegio. Tali candidati di coalizione - scelti sulla base di un accordo tra i partiti in ragione del loro presunto “peso” elettorale - una volta eletti, transitavano nel gruppo parlamentare del partito cui realmente appartenevano. In Italia, quindi, l’uninominale secco non ha ridotto il numero dei partiti e probabilmente ha accresciuto il peso delle formazioni più piccole.

Uninominale a doppio turno (Francia).
Nel singolo collegio ogni partito presenta il suo candidato. Se nessuno ha conseguito la maggioranza assoluta (50% + 1 dei voti), passa al secondo turno chi ha ottenuto almeno il 12,5% (così è in Francia, ma sono possibili criteri diversi; ad es. accedono al ballottaggio i primi due). Vince il secondo turno chi arriva primo.
E’ un tipo di uninominale compatibile con i paesi con più di due-tre partiti, che penalizza fortemente i partiti piccoli.

Uninominale australiano.
Nel collegio ogni partito presenta un candidato. L’elettore deve ordinare i candidati secondo il suo personale ordine di preferenza, dal più gradito il meno gradito segnando un numero accanto a ciascuno (1,2,3 etc..). Per stabilire chi ha vinto si conteggiano le prime preferenze (quelle con il n.1) e si redige una graduatoria. Se nessuno ha raggiunto la maggioranza assoluta (50% +1 dei voti), si elimina il candidato meno votato, si mettono da parte le sue schede e si distribuiscono agli altri le seconde preferenze di tali schede. Se nessuno ha conseguito la maggioranza assoluta, si attribuiscono agli altri le terze, le quarte, le quinte preferenze sino a quando qualcuno non ha raggiunto tale maggioranza. Se ancora nessuno ha raggiunto la maggioranza assoluta si elimina il penultimo candidato procedendo all’attribuzione delle altre preferenze, sino a quando qualcuno non ottiene il 50% +1 dei voti.
E’ un sistema meno tranciante dell’uninominale secco inglese e probabilmente verrà adottato in Gran Bretagna a breve. In un certo senso anticipa gli effetti di un secondo turno virtuale obbligando l’elettore ad esprimere subito tutte le preferenze. Vince le elezioni in genere non tanto il partito più apprezzato, ma quello che è meno sgradito agli elettori.

Paradosso dell’uninominale.
Nei sistemi uninominali, per vincere le elezioni, non è importante conseguire più voti degli altri sul piano nazionale, ma conseguire più collegi. Può quindi accadere - e talvolta è avvenuto - che il partito più votato sul piano nazionale perda le elezioni perché ha conseguito meno collegi.

PROPORZIONALE
Si divide il territorio nazionale in pochi grandi collegi (ma in teoria è possibile anche un unico grande collegio nazionale). Ogni collegio esprime più deputati. Ogni partito presenta non un candidato, ma una lista di candidati pari al numero di deputati da eleggere nel collegio.
Ciascun partito ottiene un numero di deputati eletti in proporzione ai voti di lista ottenuti. Per stabilire quali candidati risultino eletti, all’interno di ciascuna lista si redige una graduatoria sulla base delle preferenze espresse dall’elettore.
A differenza dell’uninominale, questo sistema assicura una sostanziale rispondenza del Parlamento alle scelte e agli orientamenti politici dell’elettorato.
A differenza dell’uninominale, questo sistema può favorire la frammentazione politica; in Italia ad esempio, il proporzionale puro non arginò la proliferazione di partiti più piccoli.
Per evitare la polverizzazione della rappresentanza politica, in alcuni paesi, hanno corretto il proporzionale.

Proporzionale con sbarramento (Germania).
In Germania, i partiti che hanno conseguito meno del 5% sul piano nazionale non entrano in Parlamento. I voti di queste liste con meno del 5% vengono distribuiti in proporzione a tutte le altre liste che hanno superato la soglia di sbarramento.

Proporzionale spagnolo.
I collegi elettorali sono piccoli ed esprimo pochi deputati. Per i partiti più piccoli, quindi, è molto più difficile conseguire dei deputati. Si ritiene che questo sistema comporti uno sbarramento “virtuale” del 7/8% in ogni collegio. Il sistema penalizza in una certa misura anche i partiti di grandezza media, ma non le forze regionali radicate in un determinato territorio.

Sistema italiano
E’ un proporzionale in cui i partiti presentano liste plurinominali che tra loro possono allearsi in coalizioni prima del voto e con sbarramento al 2% (4% per le liste senza coalizione).
La coalizione che arriva prima sul piano nazionale, anche se non consegue la maggioranza dei voti, ottiene automaticamente il 55% della Camera (c.d. premio di maggioranza).
Non sono ammessi i voti di preferenza dei candidati: sono i partiti a decidere chi viene eletto redigendo l’ordine di preferenza dei candidati prima del voto.
Per il Senato, invece, il premio di maggioranza viene attribuito su base regionale e non come per la Camera, su base nazionale. Questo può comportare la formazione di due maggioranze diverse alla Camera e al Senato.

martedì 8 febbraio 2011

FORMAZIONEPOLITICA

L’Associazione LiberamenteDemocratici dà inizio al progetto “FORMAZIONEPOLITICA”, un ciclo di incontri pensati per i giovani e per tutti coloro che vogliono approfondire la storia delle culture politiche, le principali proposte sui temi più dibattuti in Italia e nel Mondo, nonché il funzionamento delle istituzioni azionali e locali.

L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti gli strumenti fondamentali per un approccio più ragionato e consapevole alle questioni che attraversano il nostro tempo, lontano da suggestioni mediatiche e da semplificazioni eccessive.

Gli incontri di approfondimento, della durata di circa un’ora, non esauriranno certo i temi affrontati, ma sicuramente offriranno una panoramica compiuta delle questioni più dibattute e, soprattutto, orienteranno gli approfondimenti con indicazione di siti, pubblicazioni e testi.

Ad ogni incontro seguirà un libero dibattito in modo da sollecitare l’attenzione dei partecipanti su temi e proposte diversi da quelli trattati.

Il progetto nella sua fase iniziale prevede quattro incontri con cadenza quindicinale a partire da lunedì 14 febbraio 2011 presso la sede dell’Associazione LiberamenteDemocratici a Trani in via Aldo Moro n. 13.

14 febbraio 2011 - ore 20,00
RIFORMA ELETTORALE
Relatore Maurizio Di Palma
1. Uninominale.
1.1 Uninominale secco britannico.
1.2 Effetti dell’uninominale secco in Italia e in Gran Bretagna.
1.3 Uninominale australiano.
1.4 Uninominale con doppio turno.
2. Proporzionale.
2.1 Variante tedesca e spagnola del proporzionale.
2.2 Effetti del sistema proporzionale sul sistema politico.
3.3 Sistema elettorale italiano. Effetti.
4. Prospettive di riforma.

28 febbraio 2011 - ore 20,00
ENTI LOCALI: IL COMUNE.

Relatore: Domenico De Laurentis.
1. Il comune nel sistema costituzionale italiano.
2. Attribuzioni del comune.
3. Organi del comune.
3.1 Consiglio comunale.
3.2 Giunta.
3.3 Sindaco.
3.4 Uffici e ripartizioni.
3.5 Revisori dei conti.
4. Legge elettorale.

14 marzo 2011 - ore 20,00
RIFORME COSTITUZIONALI: I SISTEMI DI GOVERNO.
Relatore: Maurizio Di Palma.
1. Sistema parlamentare.
1.1 Sistema parlamentare britannico.
1.2 Sistema parlamentare tedesco.
1.3 Sistema parlamentare italiano.
2. Sistema presidenziale.
3. Sistema semipresidenziale francese.
4. Premierato “forte”.
5. Problemi e soluzioni nei rapporti tra governi e parlamento.
6. Prospettive di riforma.

28 marzo 2011 - ore 20,00
SANITA’ E TUTELA DELLA SALUTE

Relatore: Carlo Avantario.
1. Sistema sanitario nazionale.
2. Altri modelli: Stati Uniti e sistemi di assicurazione obbligatoria.
3. Organizzazione del SSN: competenze nazionali, regionali e comunali.
4. Le Aziende Sanitarie Locali.
5. Riforme sanitarie nella Regione Puglia: Piano Fitto; Piano Vendola.

I Relatori:
- Domenico De Laurentis è consigliere comunale del Comune di Trani.
- Carlo Avantario, già sindaco del Comune di Trani, è medico con specializzazione in ginecologia.
- Maurizio Di Palma esercita la professione di avvocato a Trani.

Per adesioni e informazioni
E-mail:
liberamentedemocratici@gmail.com

venerdì 31 dicembre 2010

Ciao Mauro Michele...

Cari Amici,
qualche giorno fa avevo pensato di inviare questo messaggio per auguraVi, come si usa, una buona fine dell'anno e un buon inizio.
Purtroppo pero' il 2010 si conclude con una notizia tanto improvvisa quanto tragica: la prematura scomparsa del nostro caro amico Mauro Michele Simone.
Chi ha avuto, come me, la fortuna di conoscere ed apprezzare, in questi anni, la Sua passione civile sempre disinteressata, il Suo impegno per la collettività nei settori a lui cari (il commercio, l'impresa, lo sviluppo del territorio), la Sua generosità, la Sua vis polemica, oggi stenta a credere che tanta forza ed energia possano essersi davvero spente.
Il vuoto che lascia, anche nella nostra Associazione, sara' incolmabile.
Sicuramente le nostre riunioni senza di Lui non saranno più le stesse!Per questo oggi non e' un giorno in cui scambiarsi gli auguri.
Possiamo solo essere vicini ad Angelita per farla sentire meno sola in questo improvviso, immenso, ingiustificato dolore che l'ha colpita.Possiamo anche impegnarci ancora di più per onorare, con tutte le nostre future attività, la memoria di Mauro Michele.
Un forte abbraccio a tutti ed uno particolare ad Angelita.

Nicola Ventura

lunedì 15 novembre 2010

Riunione del 17 Novembre 2010

La prossima riunione dell'Associone è stata fissata per

mercoledì 17 p.v. alle ore 20,00

sempre presso la nuova Sede in Via Aldo Moro n. 13.

L'incontro è aperto anche a coloro che stanno valutando la possibilità di iscriversi all'Associazione.


martedì 9 novembre 2010

Comunicato Stampa del 9/11/2010

In vista dell’organizzazione di una iniziativa pubblica per l'inaugurazione della sede dell'Associazione "Liberamente Democratici" sita in via Aldo Moro n. 13, gli iscritti hanno deciso di promuovere un libero concorso di idee per la scelta del simbolo della propria Associazione.

Il simbolo, coerente con il Manifesto dell'Associazione pubblicato sul blog www.liberamentedemocratici.blogspot.com, sarà utilizzato in tutte le iniziative dell'Associazione e sul materiale di propaganda.

Non è previsto alcun compenso in denaro ma sarà data la massima divulgazione del nominativo dell'autore del simbolo.

Tutti coloro che desiderano partecipare potranno inviare la loro proposta via e-mail a liberamentedemocratici@gmail.com allegando un file in formato pdf, tif o jpeg, entro e non oltre il 21 novembre 2010.

Gli aderenti dell'Associazione, con questa piccola ma simbolica iniziativa, intendono sottolineare l’importanza di valorizzare le energie intellettuali e artistiche presenti nella nostra Città, che a tutt’oggi hanno scarsissima visibilità.

Il Presidente
avv. Nicola Ventura

Il Manifesto dei Liberamente DEMOCRATICI

LA FINALITÀ.
L’Associazione Liberamente DEMOCRATICI si propone di attuare un progetto politico che
abbia a cuore la crescita della consapevolezza politica di Noi Cittadini.
Finalità dell’Associazione è l’elaborazione di idee e progetti per il progresso sociale, culturale ed economico della nostra Comunità.
L’Associazione non vuole pertanto sostituirsi ai partiti o ai movimenti politici esistenti nel Centro-Sinistra, ma vuole fornire un contributo di idee e progetti per arricchire e stimolare il
dibattito politico.

I VALORI.
Gli aderenti all’Associazione si riconoscono nei valori della solidarietà, del progresso civile, dell’inclusione e della partecipazione democratica.
L’Associazione si propone tuttavia di aggregare tutti gli aderenti, al di là dell’orientamento politico di ciascuno, attorno ad un progetto che sappia restituire alla Città partecipazione democratica, solidarietà, progresso civile ed economico. L’Associazione considera dunque il pluralismo come una ricchezza.

GLI OBIETTIVI.

A. Pianificazione.
L’Associazione vuole contribuire ad elaborare un progetto per il governo della Città.
A tale scopo intende promuovere uno “Studio del territorio socio-economico-ambientale”, attraverso l’organizzazione di incontri e dibattiti sulle principali questioni che attanagliano la città, l’apertura di tavoli di confronto con le associazioni professionali e di categoria e, soprattutto, l’ascolto di coloro che solitamente la “politica” incontra unicamente in occasione delle campagne elettorali.

B. Informazione.
Le informazioni sugli atti politico-amministrativi nella nostra Città sono molto scarse, mancando anche un linguaggio chiaro e libero da proclami elettorali che informi i Cittadini
su cosa la nostra classe dirigente (maggioranza e opposizione) stia effettivamente attuando.
Di conseguenza l’Associazione, attraverso i moderni mezzi di comunicazione (newsletter, blog, social network) e quelli classici (convegni, riunioni e manifesti), cercherà di colmare tale lacuna offrendo una puntuale informazione alla Cittadinanza.

C. Formazione
Chiunque, a prescindere dal ceto e dal titolo di studio acquisito, deve poter aspirare ad “entrare in Politica”.
Tuttavia per poter validamente ed efficacemente svolgere il ruolo di rappresentati della cittadinanza e di amministratori pubblici è necessario acquisire competenze e professionalità specifiche.
L’Associazione si propone pertanto di contribuire a tale percorso formativo.

IL FUTURO GOVERNO DELLA CITTÀ E LA SELEZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE.

L’Associazione vuole impegnarsi nel favorire la costruzione di una coalizione di governo
della Città tra le forze del Centro-Sinistra.
La costruzione di tale coalizione deve passare, innanzitutto, dalla definizione di un programma generale comune. Una coalizione, infatti, deve riconoscersi in uno schema progettuale di fondo che sia la sua carta di identità.
L’Associazione vuole pertanto favorire il dibattito tra le forze politiche sui grandi temi attorno cui costruire il programma comune: la qualità della vita, lo sviluppo urbano, la difesa dell’ambiente, la riorganizzazione dei servizi di assistenza sociale, lo sviluppo economico, la riforma della macchina amministrativa, la salute pubblica.

Definito il programma di governo della Città sarà necessario individuare chi dovrà farsene interprete ed attuatore.

L’Associazione ritiene che il prossimo candidato sindaco debba essere scelto esclusivamente con il metodo della primarie di coalizione.

Le primarie tuttavia, per poter essere davvero un valido strumento di selezione della classe dirigente, devono essere aperte a tutti, anche a quegli esponenti della società civile che pur non avendo nessuna tessera di partito in tasca, si riconoscano nei valori della coalizione e sottoscrivano il programma comune.

Il metodo delle primarie ha già dato prova di poter in parte risolvere la questione del rinnovamento dei gruppi dirigenti, nella misura in cui ha consentito a tutti di candidarsi e di
esprimere liberamente delle preferenze.

L’Associazione auspica pertanto che il metodo delle primarie sia adottato non solo per la selezione dei dirigenti locali ma anche per la designazione dei candidati al Parlamento ed al Consiglio Regionale.